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Oggi é Domenica, 19 maggio 2013 ore 22:07

Niente più risarcimenti per le calamità naturali, ci vorrà l’assicurazione

Polizza catastrofeNiente più risarcimenti per terremoti e alluvioni: ogni cittadino dovrà stipulare privatamente un’assicurazione. Dalla riforma della protezione civile arrivano altre sorprese. Il Governo Monti non ha più intenzione di risarcire i cittadini colpiti da alluvioni, terremoti e altri disastri naturali nel futuro, è quello che si legge nel decreto di Riforma della Protezione civile varato dall’Esecutivo.

 

Con il deficit di bilancio, il ministero del Tesoro ha ritenuto non più fattibile il risarcimento dei danni agli italiani colpiti dalle calamità naturali che nel nostro Paese, sono abbastanza frequenti seppur circoscritte geograficamente. Tutto sarà delegato alle assicurazioni private che ogni singolo cittadino proprietario potrà stipulare per proprio conto sull’abitazione e su cui si decideranno successivamente sgravi e incentivi da parte del Governo.

Se il decreto dovesse essere confermato in fase di conversione in legge risulterebbe un’autentica rivoluzione per il sistema italiano, dove i cittadini sono da sempre abituati a ricevere il sostegno pubblico in caso di danni provenienti da calamità naturali. Insomma sia in caso di crolli che danni a provvedere alla ricostruzione o ristrutturazione dovrà essere il proprietario con i suoi fondi o quelli dell’assicurazione, nel caso sia stato previdente.

La normativa prevista dal decreto legge sulla riforma della Protezione Civile non andrà in vigore immediatamente, ma data la delicatezza del tema si prevede un periodo di transizione durante il quale si dovrà stabilire un regolamento preciso per avviare la fase assicurativa. Per il momento si prevede solo la possibilità di stipulare assicurazione per ogni tipo di fabbricato privato a scelta del cittadino, anche se la strada ormai sembra intrapresa. Nello stesso progetto di riforma, infatti, è stata ridotta drasticamente anche la durata dello stato di emergenza che non potrà durare più di 60 giorni con un prolungamento massimo di altri 40. Una soluzione avanzata da molti è quella di rendere obbligatoria l’assicurazione per tutti a costi concordati con le società assicuratrici.

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